Le Acli di Bergamo, la Caritas bergamasca-Fondazione Diakonia e la Società San Vincenzo de Paoli hanno promosso la terza edizione del progetto «Riscaldiamo l’inverno 3.0» per contrastare la povertà energetica, sostenendo già oltre 80 famiglie in difficoltà, superando l’obiettivo iniziale di 75 nuclei. L’iniziativa, riferita alle bollette della stagione invernale 2025-26, coinvolge numerosi comuni della provincia di Bergamo e nasce per aiutare le persone più vulnerabili a sostenere i costi dell’energia, promuovendo al tempo stesso un percorso di accompagnamento e di uso più consapevole delle risorse.
Una povertà diffusa e trasversale
La povertà energetica interessa famiglie in ogni periodo dell’anno, sia durante l’estate, quando i costi del raffrescamento diventano proibitivi, sia nei mesi invernali, con l’aumento delle spese per il riscaldamento. Il progetto ha già superato le aspettative iniziali, dimostrando quanto il fenomeno sia radicato e quanto la collaborazione tra le organizzazioni coinvolte riesca a individuare efficacemente i bisogni del territorio.
Il valore della rete territoriale
Don Roberto Trussardi, direttore della Caritas diocesana, sottolinea che il buon esito dell’iniziativa è stato possibile grazie al sostegno delle realtà locali, che hanno ampliato le risorse disponibili. Secondo Noemi Cucinotta, responsabile del progetto, partner, volontari e reti territoriali hanno partecipato con un coinvolgimento superiore alle attese, rendendo possibile un intervento capillare e coordinato.
Le famiglie coinvolte e i territori raggiunti
Dietro gli oltre 80 interventi emergono situazioni molto diverse. 25 famiglie vivono condizioni di precarietà lavorativa o disoccupazione, 17 sono famiglie numerose e 13 sono nuclei monoparentali. Le segnalazioni provengono da Bergamo, Sarnico, Treviglio, Pedrengo, Curno, Bonate Sopra, Verdellino, Seriate, Mapello e da altri comuni, confermando che la povertà energetica riguarda contesti urbani, periurbani e territoriali differenti. Anche le nazionalità dei beneficiari delineano una platea eterogenea e multiculturale.
Le tre fasi del progetto
Il programma si sviluppa in tre momenti. La prima fase prevede sportelli territoriali dedicati all’ascolto, all’orientamento e al supporto nelle pratiche burocratiche. Successivamente viene sottoscritto un «patto di responsabilità energetica», attraverso il quale i beneficiari, affiancati da un tutor per l’energia domestica, ricevono il pagamento diretto delle bollette di luce e gas riferite alla stagione invernale 2025-26. Il progetto copre il 60% del costo delle utenze, mentre il 20% resta a carico della famiglia e il restante 20% viene sostenuto da una rete locale di associazioni e istituzioni.
Educazione energetica e prospettive future
L’accompagnamento rappresenta un elemento centrale del progetto, perché aiuta le famiglie a comprendere meglio consumi, contratti e modalità di gestione delle spese energetiche. Nell’ultima fase saranno valutati interventi di miglioramento dell’efficienza delle abitazioni, attraverso la promozione di buone pratiche e il rinnovo degli elettrodomestici inefficienti, con l’obiettivo di ridurre i consumi nel tempo. Inoltre è stato organizzato un ciclo di quattro incontri curato da Francesco Mazzucotelli, docente all’Università di Pavia, dedicato al rapporto tra conflitti, energia e povertà alla luce delle più recenti crisi geopolitiche. Secondo Noemi Cucinotta, questa fase rappresenta l’elemento più innovativo dell’edizione attuale, poiché rafforza il rapporto diretto con i beneficiari e punta a generare benefici concreti durante tutto l’anno, anche nelle estati caratterizzate da temperature molto elevate.
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