{"id":427,"date":"2026-10-28T20:41:26","date_gmt":"2026-10-28T19:41:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/?p=427"},"modified":"2026-10-28T20:46:13","modified_gmt":"2026-10-28T19:46:13","slug":"nascite-in-caduta-libera-litalia-non-inverte-la-rotta-ma-invertirla-si-puo-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/?p=427","title":{"rendered":"Nascite in caduta libera, l\u2019Italia non inverte la rotta (ma invertirla si pu\u00f2 ancora?)"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;<strong>Istat<\/strong> (Istituto nazionale di statistica), attraverso il suo rapporto annuale analizzato dalla giornalista <strong>Viviana Daloiso<\/strong> sul quotidiano <strong>Avvenire<\/strong> con il commento di <strong>Adriano Bordignon<\/strong>, presidente del <strong>Forum nazionale delle associazioni familiari<\/strong>, documenta il drammatico calo delle nascite e il nuovo minimo storico della fecondit\u00e0 che investono l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, con rilevazioni principali riferite al <strong>2025<\/strong>, estese ai primi sette mesi del <strong>2026<\/strong> e messe a confronto con il <strong>2008<\/strong>, il <strong>2020<\/strong>, il <strong>2024<\/strong> e le coorti storiche di donne nate nel <strong>1947<\/strong> e nel <strong>1976<\/strong>. Il fenomeno registra marcate differenze territoriali tra il <strong>Nord<\/strong> (inclusa la <strong>provincia autonoma di Bolzano<\/strong>), il <strong>Centro<\/strong> (con il <strong>Lazio<\/strong>), il <strong>Mezzogiorno<\/strong> o <strong>Sud<\/strong> e la <strong>Sardegna<\/strong>, ed \u00e8 causato sia dalla progressiva contrazione della popolazione femminile in et\u00e0 fertile sia da ostacoli socio-economici quali la precariet\u00e0 lavorativa giovanile, le difficolt\u00e0 d&#8217;accesso alla casa, l&#8217;allungamento dei percorsi d&#8217;istruzione e le problematiche di conciliazione tra lavoro e famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Andamento demografico, natalit\u00e0 e fecondit\u00e0 (2025-2026)<\/strong> Nel <strong>2025<\/strong> in <strong>Italia<\/strong> le nascite si sono attestate a <strong>355.772<\/strong>, con una diminuzione del <strong>3,8%<\/strong> su base annua (circa <strong>14mila<\/strong> nati in meno rispetto al <strong>2024<\/strong>) e una contrazione di oltre <strong>220mila<\/strong> bambini (<strong>-38,3%<\/strong>) rispetto al <strong>2008<\/strong>, anno in cui si erano superate le <strong>576mila<\/strong> nascite. Il numero medio di figli per donna nel <strong>2025<\/strong> \u00e8 sceso al minimo storico di <strong>1,14<\/strong> (rispetto a <strong>1,18<\/strong> del <strong>2024<\/strong>). La flessione \u00e8 proseguita nei primi sette mesi del <strong>2026<\/strong> (periodo gennaio-luglio), con <strong>196.864<\/strong> nascite (<strong>-1,1%<\/strong> rispetto alle <strong>198.975<\/strong> dello stesso periodo del <strong>2025<\/strong>) e una stima provvisoria di fecondit\u00e0 pari a <strong>1,13<\/strong> figli per donna. La riduzione del <strong>2025<\/strong> ha attraversato tutti gli ordini di nascita: i primogeniti sono stati <strong>174.842<\/strong> (<strong>-3,7%<\/strong> sul <strong>2024<\/strong>; <strong>-38,6%<\/strong> rispetto al <strong>2008<\/strong>), i secondogeniti <strong>127.479<\/strong> (<strong>-4,8%<\/strong> sul <strong>2024<\/strong>; <strong>-41,1%<\/strong> sul <strong>2008<\/strong>) e i figli di terzo ordine o successivo <strong>53.451<\/strong> (<strong>-2,1%<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Divari territoriali, livello di istruzione e confronti generazionali<\/strong> Sul piano geografico, il calo dei primogeniti nel <strong>2025<\/strong> \u00e8 stato del <strong>5,3%<\/strong> nel <strong>Mezzogiorno<\/strong>, del <strong>3,9%<\/strong> al <strong>Centro<\/strong> e del <strong>2,3%<\/strong> al <strong>Nord<\/strong>, mentre per i secondogeniti si \u00e8 registrato un <strong>-5,5%<\/strong> al <strong>Sud<\/strong>, <strong>-4,6%<\/strong> al <strong>Centro<\/strong> e <strong>-4,3%<\/strong> al <strong>Nord<\/strong>. La fecondit\u00e0 territoriale vede il <strong>Centro<\/strong> al livello pi\u00f9 basso con <strong>1,07<\/strong> figli per donna, seguito dal <strong>Nord<\/strong> con <strong>1,15<\/strong> e dal <strong>Mezzogiorno<\/strong> con <strong>1,16<\/strong>. La <strong>Sardegna<\/strong> \u00e8 la regione meno feconda con <strong>0,85<\/strong> figli per donna, mentre il primato positivo spetta alla <strong>provincia autonoma di Bolzano<\/strong> con <strong>1,54<\/strong>. L&#8217;istruzione incide sui tempi della genitorialit\u00e0: le donne laureate hanno in media <strong>1,09<\/strong> figli e un&#8217;et\u00e0 media al parto di <strong>34,9<\/strong> anni, mentre tra le donne con la licenza media la fecondit\u00e0 sale a <strong>1,58<\/strong> figli e l&#8217;et\u00e0 media scende a <strong>29,7<\/strong> anni. A livello generazionale, tra le donne nate nel <strong>1976<\/strong> (che hanno compiuto <strong>50<\/strong> anni) il <strong>23%<\/strong> non ha avuto figli, contro una percentuale vicina al <strong>10%<\/strong> tra le nate trent&#8217;anni prima (<strong>1947<\/strong>); nello stesso intervallo, il numero medio di figli per donna \u00e8 sceso da <strong>2,01<\/strong> (generatione <strong>1947<\/strong>) a <strong>1,44<\/strong> (generazione <strong>1976<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Evoluzione delle strutture familiari, cittadinanza e nomi pi\u00f9 diffusi<\/strong> Nel <strong>2025<\/strong> le nascite fuori dal matrimonio sono state <strong>156.874<\/strong>, pari al <strong>44,1%<\/strong> del totale nazionale. Al <strong>Centro<\/strong> hanno superato la met\u00e0 attestandosi al <strong>50,1%<\/strong> (con il <strong>Lazio<\/strong> al <strong>51,7%<\/strong>), mentre figurano al <strong>43,1%<\/strong> al <strong>Nord<\/strong>, al <strong>42,3%<\/strong> nel <strong>Mezzogiorno<\/strong> e raggiungono il picco del <strong>59,4%<\/strong> in <strong>Sardegna<\/strong>. Per le madri sotto i <strong>24<\/strong> anni, il <strong>62,4%<\/strong> dei nati \u00e8 fuori dal matrimonio (<strong>78,7%<\/strong> per le coppie italiane), mentre nella fascia tra <strong>25<\/strong> e <strong>34<\/strong> anni la quota \u00e8 del <strong>44,5%<\/strong> (<strong>49,5%<\/strong> per le italiane). Nel <strong>2025<\/strong> il <strong>7,3%<\/strong> dei nati \u00e8 stato registrato con il doppio cognome (<strong>+4,9<\/strong> punti percentuali sul <strong>2020<\/strong>), con incidenze dell&#8217;<strong>8,9%<\/strong> tra i mai coniugati, dell&#8217;<strong>8,7%<\/strong> tra i gi\u00e0 coniugati e distribuzioni territoriali pari al <strong>10,2%<\/strong> nel <strong>Nord-ovest<\/strong>, <strong>9%<\/strong> al <strong>Centro<\/strong>, <strong>8%<\/strong> nel <strong>Nord-est<\/strong>, <strong>4,2%<\/strong> nelle <strong>Isole<\/strong> e <strong>3,5%<\/strong> al <strong>Sud<\/strong>. Riguardo alla cittadinanza, il <strong>77,4%<\/strong> dei neonati ha entrambi i genitori italiani (<strong>-4,8%<\/strong> sul <strong>2024<\/strong>), il <strong>13,8%<\/strong> ha genitori entrambi stranieri (<strong>-3,1%<\/strong>) e l&#8217;<strong>8,8%<\/strong> nasce da coppie miste (<strong>31.440<\/strong> bambini, <strong>+4,2%<\/strong>), per un totale di <strong>80.442<\/strong> nati con almeno un genitore straniero (<strong>22,6%<\/strong> del totale). Tra i nomi scelti, si confermano in cima alle preferenze <strong>Sofia<\/strong> per le bambine e <strong>Leonardo<\/strong> per i bambini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fattori strutturali e proposte del Forum delle associazioni familiari<\/strong> Come evidenziato dall&#8217;articolo firmato da <strong>Viviana Daloiso<\/strong> per <strong>Avvenire<\/strong>, <strong>Adriano Bordignon<\/strong>, presidente del <strong>Forum nazionale delle associazioni familiari<\/strong>, mette in guardia contro il rischio di rassegnazione al declino demografico, ricordando che negli ultimi dieci anni la fecondit\u00e0 in <strong>Italia<\/strong> \u00e8 passata da <strong>1,35<\/strong> a <strong>1,14<\/strong> figli per donna. Le difficolt\u00e0 principali risiedono nella precariet\u00e0 occupazionale, nei costi della casa e negli ostacoli di conciliazione tra lavoro e famiglia<sup>[6]<\/sup>. Per invertire la rotta, il <strong>Forum nazionale delle associazioni familiari<\/strong> sollecita interventi strutturali continuativi, chiedendo all&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> maggiore flessibilit\u00e0 di bilancio per i Paesi che investono nelle politiche familiari e promuovendo il potenziamento dell&#8217;assegno unico, dei servizi territoriali, degli asili nido, dei congedi parentali e del sostegno abitativo ed lavorativo per le giovani coppie.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Istat (Istituto nazionale di statistica), attraverso il suo rapporto annuale analizzato dalla giornalista Viviana Daloiso sul quotidiano Avvenire con il commento di Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, documenta il drammatico calo delle nascite e il nuovo minimo storico della fecondit\u00e0 che investono l&#8217;Italia, con rilevazioni principali riferite al 2025, estese ai primi sette mesi del 2026 e messe a confronto con il 2008, il 2020, il 2024 e le coorti storiche di donne nate nel 1947 e nel 1976. 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