{"id":358,"date":"2026-08-10T10:06:41","date_gmt":"2026-08-10T08:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/?p=358"},"modified":"2026-08-13T10:37:48","modified_gmt":"2026-08-13T08:37:48","slug":"ageism-una-miccia-da-disinnescare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/?p=358","title":{"rendered":"Ageism: una miccia da disinnescare"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"276\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/image-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-360\" style=\"width:421px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un paradosso nella mentalit\u00e0 odierna: le maschere perbeniste dell\u2019inclusivit\u00e0, del rispetto del diverso, del multiculturalismo, della lotta alla discriminazione e la retorica secondo la quale&nbsp;dovrebbe esserci spazio per ogni sensibilit\u00e0 e dove ogni approccio culturale \u00e8 visto come un arricchimentoservono molto spesso a celare finalit\u00e0 opposte, che vengono portate avanti spudoratamente. E cos\u00ec la promozione di caste intoccabili di privilegiati va di pari passo con la stigmatizzazione di molte categorie sgradite di persone che stanno diventando bersagli di disprezzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto di vittimismo sfrenato e colpevolizzazione appare ancora sfumata una tendenza denigratoria che sta per\u00f2 peggiorando, nell\u2019ambito di un conflitto intergenerazionale. Serpeggiano, soprattutto nelle generazioni pi\u00f9 giovani e nelle pi\u00f9 anziane, insofferenze legate all\u2019appartenenza a gruppi di et\u00e0 anagrafica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno ha chiamato&nbsp;<em>ageism<\/em>&nbsp;questo fenomeno che rischia di sfociare in una ennesima forma di \u2018razzismo\u2019. Vediamo di capire cos\u2019\u00e8. Sinteticamente, potremmo definirlo come una forma di critica che si radicalizza dando luogo a pregiudizi e discriminazioni verso altre persone a causa dell\u2019et\u00e0. Le fasce pi\u00f9 colpite sono quelle pi\u00f9 anziane e, in misura minore, quelle adolescenziali e giovanili (non per\u00f2 quelle pi\u00f9 tenere).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>ageism<\/em>, diciamolo subito a scanso di equivoci, ha imperversato in tutti i tempi ma il bersaglio preferito \u00e8 sempre stata la categoria delle giovani generazioni, quelle che \u2018non sono pi\u00f9 come una volta\u2019. La novit\u00e0 oggi \u00e8 che sul banco degli imputati \u00e8 pi\u00f9 facile trovare la classe sociale delle persone&nbsp;<em>aged<\/em>, su di et\u00e0, ritenuta avvantaggiata e parassita a danno di altre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avversione verso i limiti senili c\u2019\u00e8 sempre stata, come pure l\u2019emarginazione nel lavoro di chi non pu\u00f2 pi\u00f9 offrire validi contributi materiali. Tuttavia, il rispetto dell\u2019anziano e, in genere, della saggezza data dall\u2019esperienza sono sempre stati valori condivisi che hanno fatto da contrappeso a certe derive.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, secondo una certa mentalit\u00e0, i vecchi, quelli che non producono e quindi sono un peso per la societ\u00e0, godono di privilegi immeritati (soprattutto pensionistici) e rubano risorse alle generazioni future. Questa \u00e8 la vulgata che si sta affermando e che fa da copertura ad altre cause ed errori che non si vogliono riconoscere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sentito raccontare manifestazioni di disprezzo di giovani verso anziani non motivate da fatti specifici o da responsabilit\u00e0 personali ma genericamente solo dall\u2019appartenenza alla categoria di \u2018vecchi parassiti\u2019. \u2018Tu appartieni alla generazione di chi ha consumato scriteriatamente le risorse e che di conseguenza trametter\u00e0 a chi viene dopo un pianeta povero, una economia disastrata, un debito pubblico insostenibile e prospettive di pensione ridicole e umilianti\u2019: pi\u00f9 o meno in questi termini viene inculcato un pericoloso fomite di odio nella mente di tanti giovani, anche da chi ha responsabilit\u00e0 politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altro canto, come dicevo sopra, la bassa considerazione dei vecchi verso i giovani \u00e8 sempre stato motivo di scontro e continua ad esserlo anche oggi. Soprattutto quando i valori etici divergono radicalmente o si contrappongono. Mi riferisco non tanto a comportamenti o abitudini genericamente legate all\u2019et\u00e0: ogni periodo della vita ha i suoi ritmi, i suoi riti, i suoi interessi e una diversa dosatura delle energie, sia fisiche che spirituali o morali. La diversit\u00e0 che rende ostili \u00e8 di carattere ideologico e diventa problematica quando investe la fede, la famiglia, i valori etici, i rapporti personali o la politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, le ultime generazioni hanno validi motivi per recriminare e non hanno la fortuna di beneficiare di alcune condizioni favorevoli in cui si sono trovati i loro genitori o nonni. Ma, prima di attribuire meriti, demeriti o accuse, occorrerebbe esaminare con onest\u00e0 di giudizio l\u2019evoluzione della nostra societ\u00e0 nell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-9310b5d23499f023d1c75f74beaa421c\"><strong>Occorre ripulire la memoria, non inquinare le coscienze<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>ageism<\/em>, come ho precisato, \u00e8 espressione di un conflitto generazionale che \u00e8 sempre stato presente nella societ\u00e0. Il gap, il divario non solo di et\u00e0 ma anche di culture, rende fisiologico il contrasto. La preoccupazione nasce quando si oltrepassano certi limiti. Le spinte eutanasiche, ad esempio, suonano a chi ha una certa et\u00e0 come un campanello d\u2019allarme e rivelano strategie di eliminazione di categorie considerate come pesi o scarti della societ\u00e0. Ormai si sta arrivando persino a negare terapie a pazienti che hanno la colpa di essere troppo anziani o con ridotte prospettive di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>ageism<\/em>&nbsp;\u00e8 dunque la radicalizzazione del conflitto. \u00c8 una tendenza che va di pari passo con la contrapposizione, diffidenza e ostilit\u00e0 dei sessi o con altre polarizzazioni, politiche, ideologiche o sociali, tipiche di questi ultimi decenni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito di tale fenomeno, che meriterebbe ampi approfondimenti, vorrei proporre un\u2019analisi su una questione limitata. Cio\u00e8 sull\u2019aspetto a cui ho accennato sopra che riguarda le dinamiche previdenziali e demografiche. Ritengo infatti importante cercare di disinnescare crescenti motivi di conflitto, portando elementi di chiarezza nell\u2019individuazione di cause, errori e colpe passate. Con l\u2019obiettivo non tanto di eliminare quei motivi ma di ridurli al minimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che servirebbe per pacificare gli animi, a mio avviso, \u00e8 una purificazione della memoria, cio\u00e8 una obiettiva lettura del presente e delle prospettive future che interpreti correttamente il passato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un necessario quadro di dati e tabelle statistiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per essere preciso e pi\u00f9 attendibile nella mia riflessione, potrei produrre molteplici grafici e analisi statistiche a supporto di quello che dir\u00f2. Non \u00e8 per\u00f2 questa la mia intenzione perch\u00e9 vorrei mantenere una certa snellezza espositiva e non appesantire troppo questa ricerca, destinata ad un pubblico di non specialisti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi limiter\u00f2 quindi a rinviare al seguente&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Demografia_d%27Italia\"><strong>link<\/strong><\/a>&nbsp;(voce di Wikipedia \u2018Demografia d\u2019Italia\u2019 sezione \u2018Statistiche demografiche\u2019, tabella con dati Istat richiamati in nota 28).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tabella richiamata riassume rilievi statistici dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia ad oggi. In particolare, la mia attenzione si indirizza sui seguenti dati, esposti anno per anno: numero dei nati, dei morti e tasso di fecondit\u00e0 totale (nati per donna).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragionamento che cercher\u00f2 di sviluppare in seguito prende inoltre in considerazione i seguenti presupposti, di carattere demografico:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; le generazioni succedutesi a partire dal 1910 in Italia possono essere suddivise per coorti raggruppate in decadi: e cos\u00ec avremo la coorte anni \u201910 dei nati tra il 1910 e 1919, poi la coorte anni \u201920 per i nati dal 1920 al 1929 e cos\u00ec via sino all\u2019ultima coorte presa in esame, relativa al periodo 2010\/2019. Chiamiamo coorte 1 quella del periodo 1910\/19, coorte 2 quella del successivo periodo 1920\/29 e cos\u00ec via fino alla coorte 11 relativa ai nati dal 2010 al 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; ipotizzo poi, per avere un dato omogeneo, che ci sia per ogni coorte una et\u00e0 media rappresentativa della nascita dei figli. Mi spiego con un esempio: se la coorte anni \u201910 ha avuto in media circa tre figli per donna scaglionati (in una ipotetica media) a 25, 30 e 35 anni, ne risulta che quella coorte ha generato mediamente a 30 anni. Se invece alla coorte dell\u2019ultimo decennio del secolo scorso attribuissimo per ipotesi (che verificheremo fra qualche anno) una media di un figlio per donna, generato nell\u2019et\u00e0 media di 30 anni, anche qui potremmo dire di quella coorte che ha una media generativa fissabile a 30 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; per semplificare, supponiamo che tutte le coorti, indipendentemente dal numero di figli per donna, abbiano una et\u00e0 media della nascita di figli a 30 anni. Possiamo dire che tale periodo rappresenta il cambio generazionale (l\u2019et\u00e0 media di una generazione), quello che una volta era di 25 anni, perch\u00e9 le famiglie generavano prima.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; conseguentemente, potremmo dire che ogni anno della coorte 1 ha generato mediamente dal 1940 al 1949, la coorte 2 dal 1950 al 1959, eccetera.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; consideriamo inoltre che ogni coorte sia rappresentata dall\u2019anno che sta a met\u00e0 del periodo. La prima coorte degli anni \u201920 dovrebbe essere rappresentata unitariamente&nbsp;&nbsp;dal secondo semestre 1924 e dal primo del 1925. Per semplificare assumiamo come rappresentativo della decade l\u2019anno 1925 e cos\u00ec anche per le altre coorti l\u2019anno che finisce per 5. Chiamiamo questo periodo rappresentativo \u2018anno medio di coorte\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo queste prime premesse, passiamo alle seguenti ulteriori precisazioni, di carattere pi\u00f9 specificamente \u2018previdenziale\u2019:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La coorte 1 (1910\/19), la coorte 2, la coorte 3 e in parte la coorte 4 hanno avuto accesso ai trattamenti pensionistici, prima che le riforme degli anni \u201990 esercitassero un concreto impatto, con sistema retributivo (molto pi\u00f9 agevolato rispetto al contributivo) e, per lungo tempo, con pensionamento anticipato a 57 anni con 35 di contributi, poi innalzati progressivamente. Tale opportunit\u00e0 era abbondantemente sfruttata dai cittadini, come pure altre possibilit\u00e0 di accesso anticipato previsto in molti settori pubblici. Giustamente per queste coorti si pu\u00f2 parlare di privilegi previdenziali, per non parlare di abusi (\u2018baby pensioni\u2019), venuti drasticamente meno dopo la riforma Fornero del 2011.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; supponiamo che, mediamente, le prime quattro coorti abbiano avuto accesso alla pensione a 60 anni (anno medio di pensionamento); per le successive ipotizziamo che l\u2019et\u00e0 media si sia alzata o si alzer\u00e0 progressivamente fino a quella (presunta) della undicesima coorte a 75 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; da un punto di vista demografico, \u00e8 risaputo che in Italia nel dopoguerra \u00e8 cresciuta una generazione particolarmente numerosa, chiamata baby-boomers, cio\u00e8 figli del boom economico. Essa \u00e8 identificabile nel periodo 1946-1964, cio\u00e8 in un periodo in cui i nati erano circa un milione all\u2019anno e il tasso di fecondit\u00e0 era mediamente di 2,496 figli per donna (oggi viaggia a 1,18).<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto inquadriamo i presupposti che ho elencato nella seguente tabella:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"482\" height=\"271\" src=\"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-361\" style=\"width:720px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella.jpg 482w, https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/tabella-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Interpretandola correttamente, possiamo ora trarre qualche conclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-659f0c09bd1028e8cffe49a3a06667c0\"><strong>Il sugo della storia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I tanto vituperati privilegiati delle prime quattro coorti (quelli che maturavano i requisiti di accesso alla pensione prima dei 60 anni e il cui anno medio di coorte \u00e8 quindi andato in pensione nel 1975, 1985, 1995 e 2005) erano per\u00f2 anche quelli che assicuravano alla societ\u00e0 tassi di fecondit\u00e0 che erano pi\u00f9 del doppio di quelli attuali. E le precedenti due coorti, con tasso di fecondit\u00e0 medio di decennio del 3,62 e 3,06 (fuori della precedente tabella, ma riscontrabile al citato&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Demografia_d%27Italia\"><strong>link<\/strong><\/a>),&nbsp;contribuirono ancora pi\u00f9 massicciamente al ricambio generazionale, consegnando all\u2019Italia del dopoguerra una popolazione molto giovane. E quindi piena di energie e motivazioni di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significava anche che il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati si mantenesse per molti decenni su livelli pi\u00f9 che accettabili. L\u2019alta natalit\u00e0 consentiva che i lavoratori che uscivano dal mercato del lavoro erano di gran lunga rimpiazzati dai giovani che vi entravano (potremmo ipotizzare tassi di sostituzione maggiori di 3 a 1). Andare in pensione a sotto i 60 anni era un lusso, ma tutto sommato sostenibile. E poi la durata media della vita era molto inferiore ad oggi, con minor aggravio per gli enti previdenziali e per la Sanit\u00e0 pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi le ultime coorti ci hanno portato ad un tasso di fecondit\u00e0 di 1,18 (2024). E poich\u00e9 tale trend \u00e8 l\u2019epilogo di una curva in costante discesa dal livello che ancora nel 1969 era di 2,51, oggi (o meglio nel 2023) siamo arrivati ad un rapporto tra lavoratori attivi e pensionati di 1,45 a 1. Tendente nel 2050 a diventare 1 a 1, cio\u00e8 un lavoratore contribuente per ogni pensionato.<\/p>\n\n\n\n<p>I giovani (e meno giovani) che oggi si lamentano dell\u2019insostenibilit\u00e0 del sistema pensionistico e del cupo futuro che li aspetta sono per\u00f2 i medesimi che si rifiutano di fare figli. Come possono allora pretendere che il sistema regga, se essi stessi vengono meno alla responsabilit\u00e0 genitoriale? Non generando impediscono i preziosi apporti contributivi di nuove generazioni che andrebbero alla fine a loro vantaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di quanto ho precisato sopra, mi sento di arrivare a questa conclusione:&nbsp;<strong>grosso modo, ogni generazione raccoglie ci\u00f2 che semina e ci\u00f2 che merita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quindi l\u2019invito che faccio a chi ha il dente avvelenato contro le generazioni precedenti&nbsp;&nbsp;\u00e8 quello di riconoscere meriti, responsabilit\u00e0 personali ed anche errori derivanti dalla perdita di valori. Questione diversa \u00e8 chiamare a rispondere chi ha gettato alle ortiche questi valori&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno potrebbe dire che questo discorso sia&nbsp;<em>pro domo mea<\/em>, cio\u00e8 ritagliato per difendere da accuse quelli della mia et\u00e0. Non \u00e8 cos\u00ec: riconosco che la mia coorte (per la precisione la sesta, del periodo 1960\/69) ha avuto un tasso di fecondit\u00e0 medio di decennio scarsissimo&nbsp;&nbsp;(1,26). I figli generati dalla mia coorte sono stati di gran lunga insufficienti a garantire gli equilibri di sostenibilit\u00e0 a fronte di quelli che sono usciti dal mondo del lavoro.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto la mia coorte, pur essendo molto pi\u00f9 penalizzata delle precedenti nell\u2019accesso alla pensione, non pu\u00f2 accampare troppe pretese n\u00e9 accuse. Ma ancor meno potranno farlo le coorti successive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Paradossalmente per\u00f2, potrebbe prospettarsi per le ultime coorti nate nel nuovo millennio una prospettiva meno sfavorevole di quanto oggi si preveda. Poich\u00e9 le criticit\u00e0 maggiori per l\u2019INPS nei prossimi anni derivano dal fabbisogno finanziario delle annate pi\u00f9 prolifiche (1946\/1964), va da s\u00e9 che quando queste verranno meno il problema si alleggerir\u00e0. Quindi, i nati dopo il 2000 non dovranno sostenere carichi gravosi come le coorti del secolo precedente e beneficeranno di un riequilibrio anche nel caso persistessero nel trend di natalit\u00e0 al ribasso. In tal caso, il loro sarebbe s\u00ec un beneficio immeritato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-aedbc779381ba12b6a180f8d2cf277fd\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La mia analisi sin qui esposta, basata su dati statistici del passato e proiettata nel futuro non ha grande valore predittivo. Essa si basa infatti su valutazioni che considerano solo alcune variabili. Rimangono esclusi invece fatti straordinari che di solito gli esperti&nbsp;&nbsp;non prevedono e che per\u00f2 accadono, facendo regolarmente saltare le loro previsioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Difficilmente, infatti, nelle proiezioni statistiche si considerano fattori o eventi straordinari come guerre, cataclismi, impatto di virus e malattie, collassi finanziari, conflitti sociali, novit\u00e0 tecnologiche o altre possibilit\u00e0 quali l\u2019emergere di scelte politiche di controllo e gestione affidati all\u2019Intelligenza Artificiale. Tutte situazioni che possono ribaltare ogni prospettiva o studio attuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, fatte salve altre fondate recriminazioni di giovani svantaggiati sulle quali non voglio addentrarmi, ribadisco il succo del discorso: conoscendo meglio certi dati che ho posto in evidenza in ambito statistico e previdenziale, le generazioni che oggi vengono accusate come approfittatrici meriterebbero invece un po\u2019 di gratitudine e riconoscenza. Hanno creato e sostenuto il miracolo economico italiano con tante rinunce, sudori e sacrifici, hanno mantenuto salde e numerose le famiglie e alla fine hanno goduto dei frutti che sono derivati dalle loro scelte.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltretutto, chi incolpa oggi non \u00e8 detto che un domani potr\u00e0 essere chiamato a difendersi dalle stesse accuse di sfruttamento (se la colonna dare=figli generati sar\u00e0 deficitaria rispetto a quella avere=trattamenti previdenziali). E non avr\u00e0 molte attenuanti&#8230;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di ingaggiare una classica guerra tra poveri, sarebbe meglio denunciare l\u2019incapacit\u00e0 e la miopia delle classi politiche e la perdita di quei valori che hanno fatto da traino alla nostra economia nel periodo del boom economico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>(Roberto Allieri)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un paradosso nella mentalit\u00e0 odierna: le maschere perbeniste dell\u2019inclusivit\u00e0, del rispetto del diverso, del multiculturalismo, della lotta alla discriminazione e la retorica secondo la quale&nbsp;dovrebbe esserci spazio per ogni sensibilit\u00e0 e dove ogni approccio culturale \u00e8 visto come un arricchimentoservono molto spesso a celare finalit\u00e0 opposte, che vengono portate avanti spudoratamente. E cos\u00ec la promozione di caste intoccabili di privilegiati va di pari passo con la stigmatizzazione di molte categorie sgradite di persone che stanno diventando bersagli di disprezzo.&nbsp; In questo contesto di vittimismo sfrenato e colpevolizzazione appare ancora sfumata una tendenza denigratoria che sta per\u00f2 peggiorando, nell\u2019ambito di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":360,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[42],"class_list":{"0":"post-358","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","6":"hentry","7":"category-articoli-dalle-associazioni","8":"tag-ageism","10":"post-with-thumbnail","11":"post-with-thumbnail-large"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=358"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":363,"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/358\/revisions\/363"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumfamigliebergamo.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}